Abbiamo chiesto a Mattia Bernardi una sua opinione sul progetto EOS e le prospettive dell’agricoltura di precisione nel comparto agricolo toscano. Leggi tutte le sue risposte.
Quali sono le motivazioni per cui Terre dell’Etruria, storica cooperativa agricola, sostiene un progetto di ricerca come EOS?
Terre dell’Etruria crede e investe da anni nell’innovazione del mondo agricolo, in più occasioni si è fatta portavoce di iniziative volte ad apportare un efficientamento dei processi decisionali delle aziende agricole. Facendosi portavoce delle aziende agricole e facendosi carico dell’operatività dei progetti e disseminando i risultati finali ai propri soci.
Il comparto cerealicolo deve ritrovare una sostenibilità, sia economica che ambientale, l’agricoltura di precisione può essere uno strumento utile al comparto?
L’agricoltura è uno dei settori che nel corso soprattutto degli ultimi anni, ha assistito ad un’evoluzione delle tecniche e delle tecnologie, provenienti da altri settori, come quello militare. Tali innovazioni, unite anche ad una politica spinta sulla sostenibilità ambientale, ha portato gli agricoltori, in particolar modo i cerealicoltori, ad affrontare nuove sfide produttive. Da una parte infatti norme stringenti a tutela dell’ambiente obbligano gli agricoltori a diminuire l’utilizzo di fitosanitari e concimazioni, dall’altro l’agricoltore opera in un mercato globale che gioca con regole diverse. Per non essere escluso dal mercato quindi, l’unica soluzione è innovarsi, l’innovazione può correre su diversi binari. Una barriera d’ingresso importante finora è stata rappresentata dal costo, attualmente questo limite è stato in parte superato poiché da una parte, l’avanzamento tecnologico ha consentito una diminuzione del costo per le aziende agricole, dall’altra c’è una stratificazione dei livelli d’innovazione che consente anche alle piccole realtà di investire ad esempio in DSS consentendo loro di ottimizzare i processi decisionali e ridurre l’utilizzo di mezzi tecnici con un risparmio economico oltre ad una riduzione dell’impatto ambientale. L’obiettivo principale delle nuove tecnologie è proprio quello di cambiare il paradigma ancora presente in molte realtà, per produrre di più e bene è inevitabile inquinare e spendere.
Quali sono gli impatti che un progetto come EOS può avere sui vostri soci conferitori e come la digitalizzazione può agevolare il processo produttivo?
Qualità e sostenibilità sono due punti fermi, con EOS ci poniamo l’obiettivo di sottolineare sempre di più questo aspetto. Un maggior controllo dei fattori produttivi, una razionalizzazione delle risorse, consente l’ottenimento di un prodotto di qualità maggiore a parità di salubrità. Una filiera che può contare su un prodotto appetibile del mercato con buon rapporto qualità prezzo, consente di apportare benefici alla filiera stessa, in termini di ritorno della domanda, portando alla possibilità di nuove risorse da investire nell’ottimizzazione dei processi, in un circolo virtuoso di efficientamento produttivo.
Le politiche e i finanziamenti al settore agricolo spingono le imprese a valorizzare e gestire i propri dati, in sostanza ad applicare processi di agricoltura di precisione, quali altri strumenti possono essere implementati per promuovere le tecnologie 4.0?
Sicuramente la politica sta facendo degli sforzi importanti stanziando risorse ingenti, bisogna però che questi siano ben chiari, maggiormente sponsorizzate e semplificare l’accesso. Il contesto in cui operiamo ci spinge inoltre a pensare che fino a quando non ci sarà un ricambio generazionale tale cambiamento sarà sempre più a rilento. E’ importante quindi aumentare e supportare l’entrata dei giovani nel mondo agricolo poiché sono il volano del cambiamento e coloro che, essendo nativi digitali, sono in grado di capire ed applicare al meglio le nuove tecnologie. Non bisogna pensare solo all’innovazione come l’acquisto di trattori a guida autonoma, l’innovazione passa anche mediante l’ottimizzazione dei processi come l’applicazione di corrette successioni colturali, di utilizzo dei DSS, pensare in un’ottica di economia circolare. Anche l’avvento dei social sta giocando un ruolo importante, una sensibilizzazione dei consumatori verso questo mondo, consente l’abbattimento di una barriera importante. Per troppo tempo infatti il settore agricolo è rimasto nell’ombra e tutte le problematiche connesse, prima fra tutte il cambiamento climatico, sono sempre state a carico del produttore, che doveva preoccuparsi di produrre tanto e in modo standardizzato. Questo aumento della consapevolezza del consumatore finale è un driver importante della domanda, in grado di portare un cambiamento nell’offerta che deve adattarsi alle nuove richieste.
