Lo scorso 27 febbraio si è svolto l’incontro tematico di presentazione del progetto EOS a cui hanno partecipato i partner e i ricercatori coinvolti nel progetto; te lo sei perso? Ecco un riassunto dei contenuti presentati.
I cereali sono da sempre uno degli alimenti base della dieta Mediterranea, rappresentando una delle colture essenziali per lo sviluppo della nostra società.
Il principale rappresentate dei cereali è il grano, che ad oggi rappresenta una delle produzioni agrarie fondamentali in Italia, con il grano duro che occupa il 40% della SAU nazionale ed il grano tenero che ne copre il 16%. L’attuale produzione di grano ed altri cereali, però, non è in grado di soddisfare la domanda nazionale, comportando un import pari al 25-30% del consumo nazionale (Rete Rurale Nazionale, 2018).
Un altro aspetto critico della produzione cerealicola riguarda l’elevato uso di input chimici. L’uso indiscriminato degli input produttivi, soprattutto prodotti fitosanitari e concimi di sintesi, unitamente al ricorso a trattrici sempre più pesanti, hanno contribuito nel tempo allo sviluppo della cerealicoltura specializzata su grandi estensioni, determinando effetti negativi sul suolo, sulla sua struttura e fertilità, nonché problematiche legate all’inquinamento della falda acquifera ed alla perdita di biodiversità.
Ne consegue che la produzione di grano, soprattutto nell’attuale contesto storico, necessita di un’evoluzione per poter sopperire alla domanda interna, per mantenere la fertilità del suolo, per ridurre l’uso di input chimici e per poter produrre in modo efficiente, soddisfacendo contemporaneamente le nuove necessità di sviluppo eco-sostenibile. Tale evoluzione passa attraverso l’ottimizzazione dell’efficienza d’uso degli input che rappresenta lo scopo fondamentale dell’Agricoltura di Precisione. La Agricoltura di Precisione è un criterio innovativo di gestione delle operazioni colturali che, grazie alla digitalizzazione delle informazioni ed in particolare ai sistemi informatici geografici ed alla geolocalizzazione satellitare, permette di analizzare puntualmente il terreno, le colture e gli interventi che su queste vengono attuati. In tal modo è possibile differenziare la gestione e gli apporti di input (acqua, nutrienti, quantità di seme, ecc.) nella misura in cui è necessario.
I risparmi di acqua, nutrienti e prodotti chimici sono quantificati in almeno il 50-70% rispetto alla tecnica convenzionale di applicazione uniforme su tutto l’appezzamento. Con le tecnologie avanzate, si ottengono precisioni operative che riducono i sovrapassaggi con risparmi in termini di tempo, combustibili e emissioni di CO2. Una accurata e precisa somministrazione di nutrienti può essere fatta con gli spandiconcime e spandiliquame a rateo variabile mantenendo, se non aumentando, la produttività degli appezzamenti. Risparmi sono riscontrabili sui consumi idrici attraverso dispositivi di controllo in continuo, sistemi di supporto alle decisioni, erogazione puntuale localizzata per l’irrigazione permettendo una riduzione dello spreco di acqua irrigua. Importanti possono essere le riduzioni di impiego di prodotti potenzialmente molto pericolosi come i diserbanti e gli antiparassitari (fungicidi e insetticidi). Uno dei principali limiti all’applicazione dell’Agricoltura di Precisione è la sua complessità, sia nella raccolta dei dati necessari, sia nella loro rielaborazione.
Tali difficoltà possono essere superate attraverso la formulazione di protocolli di operatività che sono necessari a scandire ogni fase del processo reiterativo di raccolta-rielaborazione-valutazione dei dati, così da facilitare ed efficientare l’attuazione delle pratiche di AP. Ad oggi non si ha un protocollo specifico per la filiera cerealicola. Un’altra barriera all’applicazione dell’Agricoltura di Precisione è la mancanza di riconoscimento, economico in particolar modo, dei vantaggi ambientali che tale pratica comporta. La mancanza di elementi di premialità nell’attuazione dell’Agricoltura di Precisione, relazionati con gli ingenti investimenti che questa comporta, non ne facilita l’utilizzo e ne può, anzi, portare all’abbandono.
È in questo contesto che nasce il progetto EOS che intende applicare tecniche di agricoltura di precisione nel settore cerealicolo e formulare protocolli specifici applicabili al contesto regionale toscano con l’obiettivo di ottimizzare le risorse produttive e di ridurre gli input di produzione.
Durante la giornata del 27 Febbraio 2024 il progetto EOS è stato presentato al pubblico in un incontro tematico on line in cui i partner hanno descritto gli obiettivi del progetto e le azioni delle varie fasi progettuali, fornendo aggiornamenti sulle azioni svolte fino a questo momento.
Numerosi tecnici del settore e agricoltori hanno partecipato all’incontro che si è aperto con i saluti e l’introduzione al progetto da parte di Cosimo Righini di CIA Toscana, partner organizzatore dell’evento e coinvolto nell’attività di comunicazione e disseminazione dei risultati del progetto.
Mattia Bernardi di Terre dell’Etruria capofila del progetto (https://www.terretruria.it/) ha illustrato perché una cooperativa importante come Terre dell’Etruria ha investito in un progetto come EOS e quali incentivi stanno promuovendo per stimolare i propri conferitori all’adozione di tecnologie digitali per la gestione dei propri dati. L’agricoltura di precisione comporta notevoli vantaggi sia per l’ambiente in termini di sostenibilità che per gli agricoltori in termini economici. Terre dell’Etruria sta lavorando alla messa a punto di protocolli di premialità per gli agricoltori proiettati all’innovazione e disposti ad investire in innovazione. Sono stati individuati i criteri, secondo alcuni punti chiave, per definire la premialità: rispetto di linee tecniche per la gestione delle colture proposte dallo staff di agronomi della cooperativa, produzione di granelle di qualità corrispondenti ai parametri della borsa merci di Bologna per la categoria di “prodotto fino”. L’agricoltore che si attiene a tali criteri e che è proiettato all’implementazione dell’agricoltura di precisione introducendo l’uso di dispositivi di innovazione tecnologica, come ad esempio macchinari a rateo variabile e dispositivi a supporto delle decisioni ha diritto a una scontistica sugli acquisti dell’anno successivo con il risultato che accresce la propria competitività.
Daniele Sarri ricercatore presso il DAGRI – Università di Firenze, e membro del gruppo di lavoro del laboratorio Agrismart (https://www.agrismartlab.unifi.it/) ha spiegato attraverso quali tecnologie sia possibile impiegare ed integrare macchine per la semina e la fertilizzazione di precisione dei cereali, ma anche quali siano i limiti attuali all’applicazioni di tali tecnologie. La vulnerabilità del settore cerealicolo, dovuta ai costi sempre più elevati dei fattori di produzione e ai sempre più bassi prezzi di mercato dei cereali, ci pone oggi davanti a molte sfide fra cui la necessità di nuove competenze fra gli operatori agricoli e la disponibilità delle aziende a proiettarsi verso l’innovazione. L’azienda Fagiolini Roberto e l’Azienda Francinella, essendo dotate di strumentazioni specifiche, rappresentano due esempi di aziende con un livello di innovazione piuttosto elevato e per questo idonee a fungere da laboratorio in vivo per la sperimentazione. L’obiettivo è quello di creare mappe di prescrizione per la semina e la concimazione a rateo variabile partendo dalla ricostruzione del modello digitale del terreno, con l’uso di droni, e dalla definizione di modelli digitali dei profili di sviluppo, come rese, allettamenti, ecc. Alle semine e alle concimazioni eseguite con macchinari dotati di rateo variabile e non segue la mappatura dei parametri biometrici mediante tecniche digitali, il monitoraggio dello stato vegetativo secondo indici di vigore, caratterizzazione delle produzioni e creazione di una data base che aiuterà a definire i criteri di premialità.
Marco Antoni e Giovanni Pomi di Copernico srl (https://copernico.mobi/) hanno illustrato come GeaApp, una piattaforma disponibile e alla portata degli agricoltori, permetta la consultazione dei dati raccolti dai vari sistemi di precisione in campo e come la piattaforma possa essere un valido strumento per la gestione complessiva delle colture in campo. Uno dei problemi principali dell’Agricoltura di Precisione riguarda la gestione dei dati. Infatti le diverse case produttrici di mezzi meccanici agricoli si avvalgono di progetti diversi per la gestione dei dati. Tali sistemi di gestione dei dati risultano chiusi e non dialogano tra loro. Questo rende complicata la raccolta, la rielaborazione dei dati e il successivo rinvio agli agricoltori. La piattaforma sperimentale GeAPP permette di collegare i campi georeferenziati a tutta una serie di parametri. I campi delle aziende vengono importati da ARTEA e ad ogni campo georeferenziato vengono attribuite una serie di informazioni come ad esempio i dati meteo, i dati di produzione, ecc. In questo modo attraverso la piattaforma è possibile, partendo dalle mappe di prescrizione, mettere a punto delle mappe effettive per le diverse operazioni definendo ad esempio la quantità di seme o di concime da distribuire nelle fasi di semina e concimazione.
Innovazione in agricoltura non significa soltanto innovazione meccanica ma interessa molti altri aspetti. All’evento ha partecipato Elisa Pellegrino della Scuola Superiore Sant’Anna che ha parlato di fertilizzazione microbiologica in agricoltura e in particolare delle attività del progetto Micro4agri (https://microforagri.ciatoscana.eu/), che porta avanti la formulazione di concimi microbici ad alto contenuto di Fosforo. L’esigenza di applicare una fertilizzazione sostenibile in agricoltura è sempre più prioritaria. Esiste una sinergia fra pianta e microorganismi associati ed è necessario per mantenere la fertilità del suolo gestire efficacemente il microbiota del suolo. Questo può essere fatto con interventi indiretti come ad esempio la concimazione, l’irrigazione, il sovescio, ecc. oppure con interventi diretti volti ad aumentare la densità delle popolazioni microbiche nel suolo. Sono disponibili oggi in commercio molti prodotti, i biostimolanti, che contengono inoculanti microbici da fornire alla pianta e sono in corso numerosi studi per mettere a punto formulazioni ottimali. Nello specifico il progetto Microforagri, studia la possibilità di formulare concimi ad alto contenuto di fosforo utilizzando batteri fosforo solubilizzanti a partire dall’uso di lische e squame di pesce molto ricche in fosforo, derivanti dagli scarti della lavorazione del pesce.
Fra le attività di disseminazione e divulgazione del progetto portate avanti da CIA Toscana c’è la realizzazione di un sito internet che attualmente è on line all’indirizzo https://eos.ciatoscana.eu/.
Il sito di semplice consultazione contiene una homepage con una breve descrizione generale del progetto, i partners, gli obietti, le azioni, i risultati attesi.
È possibile poi consultare la pagina dedicata ai partner dove è più estesamente dettagliata la loro natura e indicato il loro ruolo nel progetto. Il blog con tutte le notizie che riguardano il progetto verrà arricchito di newsletter e articoli con il progredire dell’attività.
Nella sezione download sarà possibile scaricare i materiali relativi alle registrazioni degli incontri, alle pubblicazioni ecc…. Infine i contatti per tutti coloro che vogliano saperne di più.
Vuoi maggiori approfondimenti? Rivedi la registrazione dell’incontro cliccando qui.
